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Luglio in vigna

Tecniche colturali del mese di Luglio nei vigneti dell'Azienda Agricola Merlotta


INVAIATURA
Caro appassionato,
il mese di Giugno caratterizzato da alte temperature e bassa piovosità ha determinato un ravvicinamento delle fasi fenologiche, abbiamo infatti registrato in rapida sequenza il passaggio dall’allegagione (dove c’eravamo lasciati) al grappolo formato, alla pre-chiusura grappolo e oggi stiamo assistendo sulle cultivar precoci come lo Chardonnay ed il Pinot Bianco al fenomeno dell’invaiatura.
La crescita degli acini iniziata dall’invaiatura non è stata né continua né regolare da Giugno ad oggi ma ha mostrato un andamento che potrebbe essere rappresentato da una curva a doppia sigmoide.
Gli agronomi della Merlotta in questi giorni stanno assistendo al fenomeno dell’invaiatura, in questa fase le bacche assumono progressivamente la colorazione tipica della cultivar, dal verde si passa al giallo (pigmenti flavonoici) nelle uve a bacca bianca, e al rosso più o meno intenso in quelle a bacca rossa (antociani).
In questa fase l’acino riduce e annulla la fotosintesi, cioè l’orcanicazione del carbonio, ma inizia la sintesi degli aromi, dei polifenoli e di altri componenti strettamente correlati alle caratteristiche genetiche delle cultivar, che raggiungerà il suo apice di intensità durante la fase di maturazione.

DIRADAMENTO DEI GRAPPOLI
Il diradamento dei grappoli permette il controllo della produzione ma non può essere considerato la panacea di tutti i mali.
I tecnici della Merlotta ben sanno che tale operazione risulta efficace solo quando è inserita in un contesto più ampio di basse produzioni per ceppo attuabile con alte densità di piantagione e bassa carica di gemme.
Il diradamento dei grappoli comporta un aumento del grado zuccherino, del colore e del patrimonio fenolico, per quanto riguarda i grappoli da sopprimere si tenga presente che sul germoglio il grappolo più distale è quello meno favorito nella maturazione e nella qualità.
Alla Merlotta tali operazioni, eseguite manualmente da personale altamente specializzato, inizieranno fra circa 10 giorni quando tutte le cultivar avranno invaiato e interesseranno le varietà di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Albana, Pignoletto e Chardonnay, vitigni che daranno origine alla selezioni Merlotta.
Gli operatori avranno il difficile compito di riequilibrare l’equilibrio vegeto produttivo delle viti creando una condizione ottimale corrispondente a 1 M q di parete fogliare esposta (SFE) per kg di uva.

IRRIGAZIONE
L’irrigazione dei vigneti è una pratica agronomica applicata in tutte le zone viticole caldo aride del mondo dove le precipitazioni sono inferiori alle esigenze idriche.
La vite è comunque una specie in grado di tollerare la siccità, inoltre è importante valutare l’effetto dell’irrigazione sulla quantità d’uva prodotta che si riversa sulla qualità dei vini ottenuti, infatti di norma l’irrigazione comporta un incremento di produzione, favorisce l’insorgere di alcune patologie (quali botrite e peronospora), favorisce l’ attacco di insetti entomofagi, 3 fattori che vanno a discapito della qualità delle uve ottenute destinate ad elaborare un vino.
L’irrigazione in viticoltura rappresenta dunque un importante strumento a disposizione del viticoltore per creare qualità, non quantità, infatti è noto che un buon vino si ottiene da vitigni poco produttivi mantenuti in leggero stress idrico.
Quello che ho cercato di spiegarvi è che la vite necessita si d’acqua, ma questa va dosata irrigando in maniera oculata e razionale, in determinate fasi fenologiche, quando la pianta ne ha realmente bisogno.
Posso prevedere, con ragionevole certezza che l’acqua, sarà sempre più un bene prezioso il cui impiego verrà destinato con priorità ai consumi sociali, per questo motivo molti studi stanno selezionando nuovi genotipi resistenti alla siccità e con bassi fabbisogni idrici.
Alla Merlotta abbiamo predisposto impianti d’irrigazione interrati, attuiamo cioè una sub irrigazione, una tecnica che consente di eliminare le perdite d’acqua dovute all’evaporazione che si registrano con i tradizionali impianti a goccia.
Un accorgimento che contiene i consumi d’acqua dall’ 8 al 10% limitando così inutili sprechi che potranno essere utilizzati a fini sociali.

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